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SIERRA LEONE




Sierra Leone pronta a rafforzare legami economici con l'Italia
Roma, 29 lug - (Servizi-italiani.net) - Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha sottolineato, nel corso della country presentation del 21 luglio scorso alla Farnesina, come il governo della Sierra Leone sia interessato ad approfondire le relazioni economiche e commerciali con l'Italia. Dopo aver elogiato Freetown per la sua capacità e l’impegno dimostrato nel promuovere lo sviluppo economico del paese attraverso un apprezzato programma di privatizzazione di alcuni settori economici di importanza strategica, Frattini si è detto sicuro che la firma imminente dell’Accordo per la Promozione e la Protezione degli Investimenti creerà condizioni agevolate per un potenziale rafforzamento della presenza di operatori economici italiani nel Paese.
 
Il ministro del Commercio e dell’Industria sierraleonese, David Carew, da parte sua, ha ricordato i benefici derivanti dal programma di privatizzazione del presidente Ernest Bai Koroma, sottolineando che il paese è ormai in linea con i principi sanciti dall’Organizzazione mondiale del Commercio (Oms) e si appresta a varare un insieme di iniziative per creare un clima più favorevole agli investimenti stranieri; tra queste la recente creazione dell’Agenzia per la Promozione degli Investimenti e delle Esportazioni (Sliepa), come interlocutore istituzionale privilegiato nei rapporti con gli investitori esteri.
  Il Presidente della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma 
 
Panorama economico e politico
 

Freetown, 29 lug - Dalla fine della guerra civile nel 2002, la Sierra Leone ha portato avanti una coraggiosa politica di ricostruzione, sia del tessuto politico che di quello socio-economico, investendo sulla sicurezza e sui servizi pubblici, ma soprattutto sulle attività agricole e minerarie. Sul versante politico, nel 2004 l’ex presidente Ahmad Tejan Kabbah (in carica dal 1996) ha inaugurato l'operato del Tribunale speciale per i crimini di guerra, chiamato a giudicare sui responsabili delle atrocità commesse durante il conflitto. Il presidente attuale, Ernest Bai Koroma, eletto nel 2007, ha poi cercato di ridare stabilità al paese attraverso la ricostruzione delle infrastrutture e l’apertura al libero mercato, approvando anche leggi più restrittive contro la corruzione.

Il 70 per cento della popolazione è dedito all’agricoltura e alla pesca. Il settore minerario, pur impiegando solo il 2 per cento della popolazione, garantisce la quasi totalità delle esportazioni del paese e concorre per circa il 20 per cento alla formazione del Pil.  L’economia ha conosciuto una fase di notevole espansione, con un tasso di crescita medio molto elevato dal 2002 al 2006 (+11,76 per cento), grazie alla prima decisiva ripresa del 2002 (+27.5 per cento). Le prospettive di medio termine sono incoraggianti grazie all’espansione del settore minerario e dell’agricoltura, e dei servizi ad essi legati. La crescita reale per il 2007 è stata del 6,845 per cento con un’inflazione dell’11,65. L’anno successivo, c’è stato un rallentamento, mentre a partire dal 2009 si prevede una lenta ripresa per riportare il tasso di crescita al di sopra del 6,5 per cento. 

  Panorama di Freetown
 
La cooperazione internazionale
 
Freetown, 29 lug - (Servizi-italiani.net) - Come molti altri paesi africani, la Sierra Leone ha beneficiato degli aiuti del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale (di cui fa parte dal 1962) per la riduzione della povertà. Quest’anno l’Fmi ha approvato la IV revisione della performance economica della Sierra Leone in base all’accordo quadriennale “Multilateral debt relief initivative”, per un ammontare totale di fondi pari a circa 79,9 milioni di dollari.

La Banca Mondiale ha invece nove progetti di sviluppo attivi nel paese che riguardano la buona governante, la crescita economica sostenibile, la sicurezza alimentare, la lotta alla disoccupazione e lo sviluppo delle risorse umane. La Sierra Leone ha inoltre ottenuto nel 2006 un annullamento di 218 milioni di dollari di debiti nei confronti del Club di Parigi, per una somma corrispondente al 91 per cento dell’intero ammontare raggiunto successivamente grazie allo sforzo ulteriore di Italia e Stati Uniti. La cooperazione italiana, attiva nel paese dal 1985, ha contribuito significativamente alla ricostruzione del paese con progetti di sviluppo, come la costruzione della diga di Bumbuna, nella regione centrale.
 
Anche sul fronte multilaterale l’Italia è stata ed è presente con rilevanti contributi ai progetti umanitari di vari enti internazionali quali il Programma alimentare mondiale, il “Country Programme” e l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati. Nel 2006 la Direzione generale cooperazione allo sviluppo ha inoltre autorizzato l’utilizzo di fondi esistenti presso la Banca Mondiale per il finanziamento dei seguiti della conferenza di Freetown del 2004 per un ammontare di 2.2 milioni di dollari. Il Fondo fiduciario, denominato Chyao, finanzierà interventi a favore di minori in Sierra Leone e Liberia.
  Vaccinazione antipolio

 

Le imprese italiane in Sierra Leone
 
Freetown, 29 lug - (Servizi-italiani.net) - Varie imprese italiane sono presenti in Sierra Leone, principalmente nei settori dell’edilizia e dell’ingegneria civile. Nel 2005, il gruppo Salini ha firmato con Freetown e con la delegazione della Commissione europea nella capitale, il contratto per la ricostruzione di 164 chilometri del manto stradale dell’arteria Masiaka-Bo, parte della “Trans West Africa highway”, per la cifra di 29.5 milioni di euro. La stessa società è impegnata attualmente nel completamento della diga di Bumbuna, i cui lavori erano stati sospesi durante la guerra civile.
 
Recentemente, ha iniziato ad operare nel Paese la società “SaePower Lines”, cui sono stati affidati i lavori per la costruzione della linea elettrica Bumbuna-Freetown, la messa in servizio della stazione a Kingtom e la realizzazione dello Shield Wire Scheme a Makeni e a Bumbuna. E’ attiva nello stato africano anche la Agriconsulting, società per la consulenza e lo sviluppo delle attività agricole e ambientali, che ha fornito assistenza tecnica per il vastissimo “Rehabilitation and resettlement programme” voluto dal governo della Sierra Leone e dalla Commissione Europea e finanziato dal FED.
  La diga di Bumbuna 
 
Opportunità per le imprese italiane in Sierra Leone
 

Freetown, 29 lug - (Servizi-italiani.net) - Il turismo è sicuramente uno dei settori più redditizi per gli investimenti esteri: la Sierra Leone è al decimo posto nella classifica globale di Lonely Planet. Con 400 chilometri di costa, il paese è dotato di alcune tra le più spettacolari spiagge di tutta l’Africa Occidentale ed è inoltre servito da numerosi voli diretti dalla Nigeria e dalle principali capitali europee. Importante è anche il potenziale agricolo: basti pensare che tuttora ci sono 5,4 milioni di ettari di terra arabile, di cui solo il 20 per cento viene utilizzato. Per lo sviluppo del settore agricolo sono state predisposte dallo Stato agevolazioni per l’accesso alla terra e nel sistema di tassazione degli investimenti.

Non mancano infine opportunità nel settore delle infrastrutture: dopo 10 anni di guerra civile, la ricostruzione del paese e il potenziamento della rete delle infrastrutture statali rappresentano una massima priorità per il governo locale. A ciò è inoltre legato il miglioramento nella fornitura di energia attraverso la creazione di centrali idroelettriche e l’utilizzo ottimale del porto naturale di Freetown, strategicamente posizionato per rispondere alla forte domanda di transito locale e internazionale.

  Spiaggia di Toke