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NIGERIA




Nigeria: partner fondamentale dell'Italia in Africa
 
Roma, 16 giu - (Servizi-italiani.net) - La Nigeria riveste un ruolo fondamentale nelle relazioni italiane con il continente africano, "non solo per l'immenso patrimonio umano e naturale di cui dispone, ma per la grande capacità di guardare al futuro con dinamismo". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenendo questa mattina alla Farnesina alla "country presentation" dedicata alle opportunità d'investimento nel paese africano. "L'Italia riconosce il ruolo chiave che in politica estera riveste la Nigeria", ha spiegato Frattini, ricordando che quel paese è il secondo partner commerciale di Roma nell'Africa sub-sahariana e auspicando un rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali, in particolare nel settore dell'energia. Alla presentazione ha partecipato il ministro del Commercio e dell'Industria nigeriano, Achike Udenwa, il quale ha sottolineato come la sua nazione sia "una porta d'accesso al grande mercato dell'Africa, un'occasione che gli investitori italiani non possono perdere".
 
L'interscambio tra i due paesi ha quasi raggiunto i 2 miliardi di euro quest'anno, ma secondo Frattini, tale livello "deve migliorare ulteriormente. L'Italia - ha assicurato il responsabile della Farnesina - intende aiutare Lagos a raggiungere il suo obiettivo di entrare entro il 2020 tra le prime 20 nazioni al mondo per crescita economica".
  Il ministro degli Esteri, Franco Frattini 

Nigeria: panorama economico e politico
 
Roma 15 giu - (Servizi-Italiani.net) - Ottavo produttore mondiale di petrolio e paese più popoloso dell'Africa, la Repubblica federale della Nigeria ha registrato negli ultimi anni una buona crescita economica, rallentata solo lo scorso anno a causa del calo della produzione petrolifera e dei prezzi del greggio sui mercati internazionali. La decisione presa a fine 2008 dall’Opec di ridurre la produzione mondiale di crudo per frenarne la discesa del prezzo, ha ulteriormente ridotto la produzione nigeriana giornaliera che, secondo quanto riferito dal presidente nigeriano Umaru Yar’Adua, a marzo scorso sarebbe già scesa a 1.8 milioni di barili al giorno. Il calo del mercato petrolifero, insieme ai problemi di bunkeraggio illegale e ai disordini nella zona del Delta del Niger (dove i militanti del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger e bande di comuni criminali attaccano regolarmente, ormai da tre anni, strutture e personale delle compagnie straniere) rischiano di creare serie difficoltà al paese che basa la sua economia sul petrolio. Nonostante l'enorme potenziale di sviluppo, infatti in Nigeria il 55 per cento della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta (meno di un dollaro al giorno, e il 35 per cento con due dollari al giorno.
 
L'instabilità politica seguita alla fine della dittatura militare nel 1999, la diffusa corruzione e le tensioni etnico-religiose hanno frenato inoltre gli investimenti privati, ad eccezione del settore petrolifero, dove si registrano comunque dei rallentamenti. Il nuovo governo di Yar’Adua, eletto nel 2007 (tramite consultazioni ritenute "non credibili" dall'Ue), ha approvato tuttavia dei programmi di risanamento economico allo scopo di diversificare la produzione, incoraggiando i settori non petroliferi, in particolare quello minerario, manifatturiero e agricolo. Inoltre, il presidente ha avviato un programma di ristrutturazione del comparto "oil and gas” che prevede, fra l’altro, la riforma della “Nigerian national petroleum corporation”, la società petrolifera di Stato.
  Il presidente nigeriano Umaru Yar'Adua eletto nel 2007 

Sviluppo economico del paese negli ultimi anni
 
Roma, 15 giu - (Servizi-italiani.net) - La diversificazione dell'economia negli ultimi anni va leggermente migliorando: i settori non petroliferi nel 2007 hanno registrato una crescita del 9,6 per cento, in particolare quelli manifatturiero, delle telecomunicazioni, delle attività commerciali, delle vendite all'ingrosso e al minuto e dell'agricoltura. A seguito di maggiori finanziamenti statali a favore del settore agricolo, dal 2003 la crescita dello stesso si è attestata sul 6-7 per cento annuo (rispetto al tasso del 3,5 per cento dei 15 anni precedenti) ed è aumentata in particolare la produzione di cassava e riso. Recentemente c'è stata anche una timida crescita del settore energetico, elemento indispensabile per la crescita economica del paese.

Da agosto 2006, il governo di Abuja ha incoraggiato lo sviluppo dell'energia nucleare ad uso civile, nominando il nuovo Consiglio Direttivo della Commissione nazionale per l’energia atomica (National atomic energy commission, Naec). La Nigeria ha attivato da settembre 2004 un reattore nucleare a scopo di ricerca scientifica ad uso civile, approvato dall'Aiea. Nel terziario il governatore della Banca Centrale, Charles Soludo, ha avviato poi un riassetto del sistema bancario che, dal 2005, ha portato alla chiusura e liquidazione di 14 banche ritenute insolventi e alla creazione di nuovi istituti di credito più affidabili. Va segnalato infine l'alto tasso di inflazione che a dicembre scorso ha raggiunto il 15,1 per cento, mentre si stima che nel 2008 il deficit pubblico sia aumentato considerevolmente, e dovrebbe ammontare a 1400 miliardi di naira (quasi 7 miliardi di dollari).

La crescita economica ottenuta nel biennio 2003-2005, la forte determinazione governativa a portare avanti il risanamento economico del Paese e la lotta alla corruzione, sono state comunque le motivazioni che hanno portato nel 2005 i 19 Paesi creditori del "Club di Parigi" a cancellare 18 miliardi di dollari, pari al 60 per cento del debito estero nigeriano. La Nigeria ha anche pagato a marzo 2007 l’intero debito nei confronti del Club di Londra (crediti privati, in questo caso, e non governativi come quelli del Club di Parigi) per un esborso complessivo di 2,3 miliardi di dollari.
  La sede dell'Ecowas ad Abuja 
 
Rapporti commerciali con l'estero
 
Roma, 15 giu - (Servizi-italiani.net) - La Nigeria ha avuto una legislazione restrittiva degli investimenti diretti esteri fino alla legislazione emanata nel 1995, che ha permesso la creazione dell’agenzia governativa “Nigerian investment promotion commission-Nipc” ed ha permesso la partecipazione di compagnie a capitale interamente straniero nel mercato interno. Gli investimenti esteri diretti restano però ancora molto bassi per ostacoli di tipo legale, infrastrutturale e politico: negli ultimi anni il volume di tali investimenti ha raggiunto quindi gli 8,2 miliardi di dollari, che si stima scenderanno a circa 6 miliardi nel 2009, per via dell'impatto della crisi finanziaria. I più importanti investimenti esteri sono a capitale statunitense, francese e britannico. La Nigeria esporta principalmente petrolio grezzo e gas, esportazioni pari al 95 per cento del totale, ma è costretta ad importare prodotti energetici raffinati, data la scarsa capacità di raffinazione interna. I prodotti agricoli esportati sono invece il cacao, arachidi, olio di palma, grano, riso, sorgo, cassava, gomma, bestiame e pesce. Le importazioni sono costituite da macchinari, prodotti chimici, mezzi di trasporto, manufatti e prodotti alimentari.
 
I principali mercati di destinazione delle esportazioni nigeriane sono gli Usa seguiti da Brasile e Spagna. Stime per il 2008, fissano il totale dell’export nigeriano a 83.09 miliardi di dollari, costituiti da petrolio e prodotti petroliferi per il 95 per cento, cacao e gomma. I Paesi fornitori della Nigeria sono invece Cina, Olanda, Stati Uniti, Corea del Sud, Gran Bretagna, Francia, Brasile e Germania. Stime per il 2008 fissano il totale dell’import nigeriano a 46.36 miliardi di dollari. La Russia recentemente ha firmato un accordo con la Nigeria per investire 2,5 miliardi di dollari nello sfruttamento delle enormi riserve di gas del paese.
  Piattaforma petrolifera offshore

I rapporti economici con l'Italia
 
Roma, 15 giu - (Servizi-italiani.net) - La Nigeria è, dopo il Sudafrica, il principale partner commerciale dell'Italia nell'Africa sub-sahariana, il secondo mercato di destinazione delle importazioni italiane nonché il secondo paese fornitore dell'Italia. L’Italia si colloca al 10° posto tra i paesi clienti e al 7° posto tra i paesi fornitori. Oltre il 40 per cento delle nostre esportazioni sono relative a prodotti energetici raffinati, macchinari per l’industria ed elettrodomestici. Principali prodotti dell'interscambio commerciale tra i due stati sono il petrolio greggio e il gas, il cuoio e prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e pesca. Nel corso del 2008 si è avuto un aumento, rispetto al 2007, delle importazioni italiane (+25 per cento) e un lieve calo invece dell'export (-8,69). Dal 22 agosto 2005 è in vigore l’accordo bilaterale per la promozione e la protezione degli investimenti.
 
Gli investimenti a capitale italiano in Nigeria si concentrano nel settore petrolifero e del gas, delle costruzioni e dei servizi. La comunità imprenditoriale italiana è costituita soprattutto da imprenditori giunti nel paese negli ultimi trent'anni. L’Ambasciata d’Italia realizza inoltre, ogni anno dal 2005, la rassegna “Taste of Italy”, un quindicinale culturale e commerciale organizzato nella capitale Abuja. L’iniziativa è stata interamente finanziata dalle aziende italiane partecipanti, tra le maggiori operanti in Nigeria, ed è mirata ad attirare l’attenzione del pubblico sui prodotti e sull’immagine dell’Italia.
  Oleodotto dell'Eni in Nigeria 
 
Le imprese italiane in Nigeria
 

Roma, 15 giu - (Servizi-italiani.net) - L’Eni, presente in Nigeria dal 1965, produce attualmente nel paese africano circa 130.000 barili al giorno di olio equivalente (olio e gas) e prevede di raggiungere nel prossimo quadriennio una produzione superiore a 180.000 barili diari. La compagnia italiana ha importanti investimenti in joint venture con il governo locale e con l'Amoco, l'Exxon, la Shell e l'Elf e opera nel paese nei settori dell’esplorazione e produzione, attraverso la Naoc, la Nae (Nigerian Agip exploration) e l’Aenr (Agip energy and natural resources), nei settori della liquefazione ed esportazione del gas naturale, dell’ingegneria e servizi con le società controllate Saipem(impegnata in perforazioni petrolifere) e Snamprogetti.

Nel settore delle costruzioni, le imprese italiane presenti sono invece il gruppo Gitto Costruzioni generali Nigeria, con opere pubbliche appaltate in diversi Stati e il Gruppo Salini, il quale sta altresì lavorando alla costruzione della diga di Gurara (nella foto) e allo sviluppo dell'area industriale di Idu, oltre alla costruzione ad Abuja di un imponente centro culturale e commerciale. Nel campo marittimo, poi operano le società italiane Ignazio Messina, Grimaldi e Lloyd Triestino, che detengono quote intorno al 30 per cento dell’intero traffico marittimo nigeriano.

  La diga di Gurara, realizzata dal Gruppo Salini
 
Opportunità per gli investimenti italiani in Nigeria
 
Roma, 15 giu - (Servizi-italiani.net) - La Nigeria è ricca di materie prime (petrolio, gas, rame, columbite, marmi), ma è priva di un'industria di estrazione e trasformazione adeguata. Il paese offre quindi agli imprenditori italiani opportunità di investimento nel settore estrattivo e minerario e in quello legato alle grandi potenzialità dell'agricoltura, date le abbondanti risorse d’acqua a disposizione oltre che per le colture estensive tradizionali dell’olio di palma, di cacao e arachidi. Opportunità agli investimenti sono offerte inoltre dal programma governativo di privatizzazioni che finora ha portato alla vendita di asset pari complessivamente a 4 miliardi di dollari.
 
Va segnalato che in Nigeria gli investimenti nel settore della produzione beneficiano della libera circolazione delle merci prevista in ambito Ecowas (Comunità economica dell'Africa occidentale) che quindi fa della Nigeria un valido sito di produzione di beni destinati ai paesi della regione. Va anche considerato il settore telefonico, ed in particolare quello della telefonia mobile, in continua crescita in Nigeria dal 1999, anno in cui è stata varata una politica di apertura alla concorrenza di più operatori nel mercato.
  Nave gru della Saipem