Medio Oriente: al via le trattative dirette a Washington
Washington, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - Alla vigilia dell’apertura dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi, il presidente Usa Barack Obama ha sollecitato i leader delle due parti a “cogliere l’opportunità” del dialogo e mettere fine a decenni di conflitto, impegnandosi a investire tutto il peso della sua amministrazione a sostegno di questa battaglia. Il giornalista della Washington Post Scott Wilson rileva che secondo molti osservatori, i timori che le parti in causa nutrono per la situazione in Iran potrebbero giocare a favore della riuscita del processo di pace. Le ambizioni atomiche della Repubblica Islamica, che hanno gettato una lunga ombra su tutto il Medio Oriente, potrebbero infatti servire da collante in un processo di pace molto fragile e segnato da profonde divisioni. Secondo Hussein Agha (membro del St. Antony's College alla Oxford University ed esperto della questione israelo-palestinese) e di Robert Malley (direttore del programma per il Medio Oriente del Gruppo di Crisi Internazionale e assistente per gli affari arabo-israeliani della presidenza Usa dal 1998 al 2001) l’ostacolo principale alle trattative non sono solo le numerose divergenze di opinioni su passaggi fondamentali ma anche e soprattutto “le enormi asimmetrie” tra la situazione in Israele e quella nei territori palestinesi. Lo stato ebraico ha infatti un governo forte e stabile, con forti consensi, mentre la leadership dell’Autorità Palestinese è quanto mai fragile e impopolare: secondo Agha e Malley, quindi, indipendentemente dall’esito delle trattative in corso a Washington, il premier israeliano Benjamin Netanyahu tornerà in patria da vincitore, mentre il leader dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas avrà comunque delle ripercussioni negative. “Il primo vince anche se perde; il secondo perde anche se vince: non esiste – concludono i due esperti - asimmetria più grande di questa”.
Washington Post Washington Post Washington Post
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Usa, immigrazione: diminuisce il numero di clandestini
New York, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - La recessione e l’inasprimento dei controlli sulle frontiere hanno provocato una drastica diminuzione del numero di clandestini che, negli ultimi cinque anni, è riuscito a entrare negli Stati Uniti: secondo i dati divulgati dal Pew Hispanic Center, infatti, per la prima volta da 20 anni a questa parte si registra un’inversione di tendenza nell’impennata degli ingressi di immigrati irregolari. I clandestini entrati negli Usa, dopo aver raggiunto il picco di 12 milioni nel 2007, sono scesi lo scorso anno a 11,1 milione, facendo registrare il primo netto declino da 20 anni a questa parte. A diminuire sono soprattutto gli arrivi dai paesi dell’America Latina, escluso il Messico: gli ingressi illegali da questa nazione infatti sono rimasti sostanzialmente invariati. Ma al di la delle notizie positive lo studio del Pew Hispanic Center ha rilevato anche che a fronte delle innumerevoli iniziative mirate a convincere i clandestini già residenti negli Usa a tornare in patria, non si è registrato alcun esodo di massa e, in particolar modo, non si è verificato alcun flusso di ritorno significativo verso il Messico, terra d’origine del 60 per cento degli immigrati irregolari.
New York Times
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Attività manifatturiera in crescita in Cina, Usa ed eurozona
Londra, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - L'attività manifatturiera ha registrato un balzo il mese scorso in Cina ed è rimasta solida in India, anche se da altre aree dell'Asia, come Giappone, Corea del Sud e Taiwan, provengono segnali di indebolimento della domanda. In Europa, Germania e Francia hanno registrato i maggiori incrementi di produzione mentre i risultati sono stati modesti in Italia, Spagna e Olanda. L'indice cinese dei direttori d'acquisto è migliorato di mezzo punto rispetto a luglio raggiungendo 56,7; nella seconda metà dell'anno, tuttavia, potrebbe avere una flessione, per effetto delle misure restrittive del governo di Pechino. L'indice indiano è calato leggermente a 57,2. Per la prima volta in 18 mesi, invece, a Taiwan si è scesi sotto quota 50 (al di sopra della quale c’è una situazione di espansione) mentre in Giappone la si supera di poco: 50,1. L'indice sudcoreano, infine, è di 50,9. I dati asiatici giungono in concomitanza con la correzione al rialzo dell'indice dell'area dell'euro a 55,1, anche se agosto segna un arretramento rispetto al 56,7 di luglio. L'aumento a sorpresa dell'attività manifatturiera ha riguardato oltre alla Cina anche l'altra grande potenza economica mondiale: gli Stati Uniti. L'indice Usa è passato tra luglio e agosto da 55,5 a 56,3. Le ultime tendenze hanno incoraggiato gli investitori dopo i deludenti dati estivi riguardanti l'economia statunitense. I mercati azionari hanno registrato rialzi, spinti dalla speranza che il doppio tuffo nella recessione sia evitabile.
Financial Times Financial Times
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Mercati: Usa, la Sec indaga sul "quote stuffing"
New York, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - I regolatori statunitensi stanno indagando sul ricorso alla tecnica manipolativa del "quote stuffing", in base alla quale si collocano sui mercati azionari ingenti quantitavi di ordini per comprare o vendere titoli per poi cancellarli nel giro di pochi secondi. La Securities and Exchange Commission, l'organo di vigilanza sulle borse, si sta concentrando, in particolare, su un episodio che risale allo scorso 6 maggio; altre giornate critiche all’attenzione degli inquirenti sono quelle del 18 febbraio e del 17 agosto. La Sec, inoltre, sta esaminando un'altra pratica diffusa, la cosiddetta "sub-penny pricing" per verificare l'eventualità di manipolazioni di mercato mediante incrementi di prezzo dell'ordine di un decimo di centesimo per consentire ai venditori di approfittare di una domanda apparentemente forte. Secondo i trader questi fenomeni sono cresciuti negli ultimi anni di pari passo col trading informatizzato ad alta velocità. La digitalizzazione ha portato agli investitori indubbi vantaggi, soprattutto in termini di riduzione dei costi, ma anche nuovi rischi, come i "flash crash". La combinazione tra potenza dei computer e frammentazione dei mercati ha aperto la strada a nuove tattiche che per le autorità è difficile tenere sotto controllo: anche se operatori come Nanex e Nasdaq hanno condiviso i dati con i regolatori, non è agevole distinguere tra ordinarie cancellazioni di transazioni ed eccessi sospetti.
Wall Street Journal
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GB: liquidazioni record per i dirigenti della sanità
Londra, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - I dirigenti esecutivi del Servizio nazionale sanitario britannico, Nhs, riceveranno una buona uscita di 130 mila sterline se si dimetteranno volontariamente. Lo ha annunciato l’Health Service Journal, sostenendo che l’offerta probabilmente sarà valida fino alla fine di ottobre e spiegando che per quanti non vorranno dimettersi verranno applicati i sistemi di liquidazione standard in caso di futuro licenziamento. La nuova misura va letta nel contesto dei forti tagli (circa del 46 per cento) che il segretario della Salute, Andrew Lansley, ha programmato di applicare ai costi di gestione del Nhs nei prossimi 4 anni. I sindacati hanno bollato la proposta come “poco allettante”, sottolineando che le attuali liquidazioni equivalgono alla somma dei guadagni percepiti nei precedenti due anni e quindi sono comunque piuttosto alte. L’attenzione pubblica ha iniziato a rivolgersi ai manager del Servizio sanitario nazionale dallo scorso luglio, quando un quotidiano britannico pubblicò i dati dei loro guadagni che portarono alla luce stipendi altissimi, addirittura più alti del primo ministro David Cameron.
Guardian
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Francia: cure a pagamento per i “sans papier”?
Parigi, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - L'aiuto medico di Stato (Ame), che permette agli stranieri irregolari di beneficiare di cure gratuite in Francia, nel 2009 è costato 546 milioni di euro. Un budget in forte aumento (più 15 per cento in un anno), che alimenta le critiche di chi si oppone a questo sistema, originariamente creato nel 1998 dall'esecutivo socialista per i clandestini indigenti, e ristretto poi nel 2005 dal governo Raffarin a chi era presente nell'Esagono da almeno tre mesi. Come auspicato da una parte dei deputati della destra, per sostenere le spese dell'Ame, agli immigrati senza permesso di soggiorno potrebbe essere chiesto un contributo forfettario annuo di 30 euro. Il deputato Claude Goasguen, incaricato dalla maggioranza di un rapporto sul costo dell'immigrazione e di uno studio sull'Ame, chiederà che questo aiuto sia riservato ai “soli casi d'emergenza, gravidanza, vaccinazione, come nel resto d'Europa”, durante l'esame della Finanziaria in Parlamento il prossimo ottobre. Tuttavia, il dibattito si annuncia vivace, considerato il clima teso all'interno della maggioranza sul tema dell'immigrazione. Il mondo ospedaliero, da parte sua, esprime ostilità all'idea di tale contributo, facendo notare che i “sans papier” già esitano a farsi curare e che inoltre l'Ame è anche uno strumento di prevenzione contro le epidemie.
Figaro
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Finanza: l'Europa rafforza i poteri delle autorità di supervisione
Parigi, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - Qualche settimana dopo l'adozione da parte del Congresso americano della legge sulla regolazione finanziaria, gli Stati membri dell'Unione europea potrebbero trovare oggi un accordo definitivo per rafforzare la supervisione macrofinanziaria, nella scia del rapporto di Jacques de Larosière del febbraio 2009. Questo attuerà la creazione di veri e propri regolatori europei nel settore della banca, dell'assicurazione e dei mercati entro l'inizio del 2011. Commissione, Consiglio e Parlamento europei sono sul punto di trovare un compromesso. I ministri delle Finanze dell'Ue si riuniranno a Bruxelles martedì. Rispetto alla posizione concordata lo scorso dicembre dai Ventisette, gli eurodeputati hanno strappato ulteriori concessioni sui maggiori poteri da attribuire alle nuove autorità, come la possibilità di vietare temporaneamente i prodotti giudicati pericolosi per la stabilità finanziaria. Quanto alla futura autorità bancaria, essa potrà imporre la propria volontà a due Stati membri, in caso di contenzioso fra i rispettivi regolatori nazionali. Non avrà invece potere diretto sulle banche paneuropee, come avevano preso in considerazione gli eurodeputati. Le nuove autorità non saranno riunite a Francoforte, ma resteranno localizzate nella città tedesca per le assicurazioni, a Londra per il settore bancario, ed a Parigi per i mercati.
Les Echos
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Germania, politica: il terribile Sarrazin
Berlino, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - Thilo Sarrazin non è mai stato un uomo delle mezze misure: il funzionario della Bundesbank e militante del Spd non ha perso occasione per ribadire le proprie controverse posizioni relative a immigrazione e Stato Sociale. Il libro con cui Sarrazin ha voluto nuovamente prendere d'assalto il mondo politico - "La Germania si cancella" - avrebbe potuto essere intitolato anche "I partiti popolari si cancellano". E' anzitutto l'Spd ad apparire in questi giorni in forte imbarazzo a causa delle esternazioni contentute nel volume; eppure le posizioni di Sarrazin - fa notare Berthold Kohler sulla "Faz" - erano ben note: "turchi e disoccupati", aveva già dichiarato più volte il vulcanico impiegato della banca centrale tedesca, "non sono altro che parassiti dello Stato". Sarrazin può dire ciò che vuole - fanno sapere dalla segreteria socialdemocratica - purché non lo faccia in qualità di membro del partito. La speranza dell'Spd di incamerare una crescente quota di voti nelle comunità immigrate sembra in questo modo destinata a naufragare.
Frankfurter Allgemeine Zeitung
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Automobili: il mercato tedesco va a rotoli
Berlino, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - L'Ufficio Federale tedesco per gli Autoveicoli (Kba) sta per pubblicare dati assai poco confortanti sull'andamento del mercato nazionale dell'auto; il numero delle immissioni è calato secondo i rapporti del Kba di almeno 30 punti percentuali. Gli esperti di settore sono consapevoli del fatto che il 2009 è stato un anno "irregolare" in quanto condizionato dagli incentivi per la rottamazione; i risultati per l'anno in corso avrebbero dovuto tuttavia approfittare del generale clima di ripresa e di una rinascita della fiducia tra i consumatori. Non solo i marchi tedeschi soffrono le conseguenze della crisi: tra le aziende maggiormente afflitte dal calo delle vendite figura l'italiana Fiat, la cui divisione "di lusso" Lancia ha visto inabissarsi del 62,4 per cento il numero di nuove immissioni. Le aziende sono intanto costrette a sperare nella tenuta delle esportazioni. I marchi di lusso tedeschi possono tornare a guardare con speranza agli sviluppi in corso nel mercato Usa; Daimler, Bmw, Audi e Porsche hanno tutte visto crescere in misura significativa le immissioni su strada negli States. L'azienda guidata da Dieter Zetsche ha registrato in particolare un aumento delle vendite pari al 15 per cento.
Handelsblatt Handelsblatt
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Spagna, pensioni: Zapatero, riforma anche senza sindacati
Madrid, 02-Set - (Servizi-italiani.net) - Il leader spagnolo, Jose Luis Fernandez Zapatero, ha annunciato ieri che porterà avanti la riforma delle pensioni con o senza l’approvazione dei sindacati. L’affermazione ha immediatamente provocato reazioni e infiammato gli animi di Ugt e Cc Oo, che avevano da tempo programmato uno sciopero generale per il 29 settembre nel caso in cui fossero falliti i tentativi di negoziazione col governo. Ugt e Cc Oo hanno rilasciato in risposta un comunicato stampa congiunto nel quale hanno espresso il loro rifiuto alle minacce del primo ministro, accusandolo di mantenere “posizioni aggressive”. Zapatero si è poi detto disponibile ad accordarsi con il Partito nazionale basco, Pnv, a patto che questo accetti i progetti del suo governo per risanare l’economia del paese. Tale collaborazione aprirebbe una nuova collaborazione privilegiata e assicurerebbe al primo ministro la prossima legislatura. Zapatero infatti non può rischiare che la sua maggioranza collassi in parlamento su materie critiche come la riforma delle pensioni, congelata a maggio perché accettata con un solo voto di scarto. La popolarità del premier intanto sta registrando i minimi storici. Il 60,4 per cento dei cittadini crede che Zapatero non sia il rappresentante migliore del Partito socialista operaio (Psoe), e il 65,6 per cento crede che non debba presentarsi alle prossime elezioni generali del 2012. I dati sono emersi da un sondaggio condotto dal Pulsometro dell’Istituto Opina, che ha intervistato circa 1.000 persone.
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