Rubrica quindicinale basata sul monitoraggio dell’attività legislativa delle istituzioni dell’Unione Europea, fornisce un panorama completo delle politiche dell’Ue nel campo della salute, della sanità, dell’alimentazione, della farmaceutica, della salute animale e delle etichettature. Le notizie sono corredate, quando possibile, di una copia in formato pdf dei provvedimenti legislativi o normativi comunitari.
UNIONE EUROPEA
Ricerca: la Commissione Ue lancia consultazione su sperimentazione animale per cosmetici
Bruxelles, 04-Ago - (Servizi-italiani.net) - Il 23 luglio la Commissione europea ha deciso di avviare una consultazione pubblica su un documento che delinea i possibili metodi alternativi alla sperimentazione animale per i cosmetici. Si tratta di una tappa fondamentale nel processo di riduzione complessiva dei test sugli animali, iniziato nel marzo del 2004 con il divieto di testare i prodotti cosmetici finiti. Nel 2009 l’Ue aveva esteso la proibizione anche ai componenti di tali prodotti, decidendo però di consentire la sperimentazione per alcuni tipi di effetti collaterali sulla salute umana. Entro la fine del 2010 l’esecutivo comunitario dovrà presentare all'Europarlamento ed al Consiglio dei ministri dell'Unione una relazione che indichi, anche per queste ultime eccezioni, in che modo sia possibile sostituire i test sugli animali con altri tipi di sperimentazioni. La consultazione pubblica rimarrà aperta per tre mesi, fino al 15 ottobre 2010.
Sempre nell’ambito della sperimentazione sugli animali, c’è da sottolineare che l’8 settembre il Parlamento europeo discuterà della proposta di risoluzione approvata il 12 luglio dalla commissione Agricoltura, nella quale si chiede “di trovare un giusto equilibrio fra i test sugli animali e la necessità della ricerca scientifica contro le malattie”. Se approvata, la nuova legislazione obbligherà gli stati membri dell’Ue “a valutare le implicazioni di ogni esperimento sul benessere degli animali, al fine di promuovere metodi alternativi”. Una “clausola di salvaguardia” consentirebbe tuttavia ai governi nazionali di poter derogare alla normativa, ma solo per motivi “scientificamente giustificabili e dopo aver informato la Commissione”.
Bruxelles
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